SMART OFFICE MANAGER: IL PENSIERO DI MASSIMO BALBONI

28 Luglio 2019

Sono formatore di materie tecniche, legate all’informatica e al marketing. Per molte persone questi argomenti sono spesso totalmente sconosciuti, e stanno in un mondo parallelo, un mondo possibile, ma non reale. In parte è vero.


Il primo approccio a questi argomenti tecnici non si può standardizzare: quando si affronta lo studio di queste materie le reazioni sono variabili, personali e basate su competenze pregresse, esperienze e carattere. Il mio obiettivo è difficile: rendere comprensibile qualcosa che “naturalmente” non lo è, perché, per sua natura, la “cosa tecnica”
non si adatta al linguaggio naturale.


Ho perfezionato negli anni un mio personale modello di formazione, che amo definire “a strati”: il primo strato tenta di affrontare la cosa tecnica in linguaggio naturale, e ad ogni passaggio ulteriore, ad ogni strato appunto, si aggiungono dettagli tecnici. Fino ad arrivare all’ultimo strato, composto al 100% di linguaggio tecnico. Funziona.


Funziona perché piano piano crea la “forma” dell’oggetto di studio. E chi mi ascolta, e mette in pratica, può proseguire in autonomia. Ho raggiunto il primo obiettivo del formatore: dare forma.

E adesso?

E’ la domanda che ciascuno di noi si pone al termine di un percorso (anche, ma non solo) di tipo formativo.

Una specie di paura nell’applicare ciò che si è studiato. Si chiama paura del cambiamento.

Io non ne sono immune: a 52 anni, di cui 32 passati in varie esperienze professionali, ho molta paura di ciò che succederà domani.
Vedo il modello applicato a Smart Office Manager esattamente così: Forma ed aiuta, in modo pratico e realistico, ad affrontare il cambiamento; in maniera il più possibile e completa.
I ragazzi della prima edizione di Smart Office Manager sono stati “contagiati” da questo modello. Pronti al cambiamento, pratici, ma con i piedi per terra.

Massimo Balboni