Robel Garcia: Uno su un ...Milione ce la fa!

5 Luglio 2019

Facile parafrasare la vecchia canzone di Gianni Morandi, ma in questo caso uno su mille è una stima molto riduttiva.

Come tanti giovani nati in Repubblica Domenicana, il sogno di Robel Garcia era quello di diventare un giocatore di baseball professionista.

Tutto sembrava andare per il meglio con la chiamata, nel 2010, per un'esperienza nelle leghe minori con le sqaudre satellite dei Cleveland Indians. La strada sembrò invece interrompersi senza successo con il suo rilascio nel 2014.

A quel punto invece di lasciarsi prendere dallo sconforto, ecco la decisione di sfruttare le sue origini italiane ed il doppio passaporto ed andare a giocare in Europa, arrivando nel 2016 a Imola nella squadra dei Redskins che disputava la seconda lega federale. Fattosi subito notare per le sue performance in attacco, Robel si trasferisce l'anno successivo a Bologna dove gioca per due stagioni nella Fortitudo Baseball.

Grazie alle sue prestazioni in campo (ed al passaporto italiano), per Robel Garcia si aprono le porte della nazionale, dove si fa notare sia in occasione del torneo internazionale Super 6, che nello spring training degli azzurri in Arizona lo scorso marzo. Proprio in questa occasione cadono su di lui gli occhi degli scout dei Chicago Cubs, che lo mettono sotto contratto.

Seppur a malincuore, il giocatore Italo-Domenicano lascia Bologna, ed in pochi mesi, contro ogni pronostico arriva all'esordio in Major League con la maglia dei Cubs, dove parte subito col botto, nel senso letterale del termine...

Guarda il primo fuoricampo di Robel Gracia in Major League.

Che dire? Cosa avrebbe pensato Robel Garcia se alla prima partita di fronte a pochi intimi sul campo di Imola gli avessero raccontato che sarebbe stato il primo passo verso un debutto dirompente nel gotha del baseball mondiale? A voi la risposta...

Che sia uno su mille o su un milione, qualcuno ce la fa. Sempre.

E si tratta di coloro pronti a cogliere ogni occasione, soprattutto quelle in apparenza più nascoste.

Aldo Monti